Stylo Noir in Paris

A (she) survivor in the City of Lights

Addio, Prostituta.

Copyright © Margherita G.M. All rights reserved.
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Quando abitavo in Francia, a Parigi, un giorno mia madre venne da me e mi disse: “oggi vedrai la prima mostra della tua vita”.
Così mi prese per mano.
Arrivammo al Centre Pompidou, attravesando a piedi Les Halles, dove andavo sempre a giocare, dopo la scuola, con Manel e Layla.

La prima mostra che vidi fu: “Matisse”.
Restai ore ed ore nelle sale, fissando i colori e le forme.
Era tutto così semplice eppure nella mia piccola mente miliardi di sinapsi al secondo interrogavano la mia esistenza.

Capogiri e corse, ritorni ed immagini già viste … andai in un’overdose di colori… finché non ho visto Marguerite.

Marguerite mi vide, con i suoi occhi neri e le sue parole non dette, e parlò.
Gli adulti sordi non poteva udire
Lo spirito di Pan aveva baciato me, quel giorno, a Parigi.

Alle mie spalle. critici ed intellettuali descrivevamo al centrimetro le pennellate della carne di Marguerite.
Chiesi qualcosa ad uno di loro. Rispose: “Ma petite, quand tu sauras grande tu comprendras” (trad: Capirai quando sarai più grande)

Eppure Marguerite parlava a me. Guardava solo me. Mi disse che non c’era niente da capire. Che è così e basta. Mi disse che non era la pennellata, la tecnica. Mi disse solo che era una questione di cuore.

Avrei ascoltato a lungo parlare la silenziosa Marguerite.
Mia madre mi prese per mano e disse: “E’ bella vero?”. Non risposi perché ero già nell’universo del cuore e dunque la bellezza era stata solo un onda passeggera.

Così a distanza di anni una sera chiusi gli occhi e pensai forte a Marguerite.
Volevo fare un omaggio a Matisse.
Ho fotografato questa tela così. Incompiuta.
Perché accadde qualcosa quella sera.

Sentì la voce di Marguerite dirmi che era ormai giunto il tempo di fermarmi. Che andava bene così.
Non la ascoltai.
Fotografai la tela incompiuta.
Continuai a gettar vermiglio, porpora e pasta nera, a dargli un volto, una bocca.
Il dipinto finale è un fallimento.

Marguerite aveva ragione.
E’ tutta una questione di cuore.

2 responses to “Addio, Prostituta.”

  1. giovanna Avatar

    Ho “sbirciato” il tuo blog con grande interesse..se non ti dispiace, passerò spesso a trovarti. A volte, il web fa scoprire mondi interessanti. Un saluto, giovanna

  2. di-sperso Avatar

    è sempre una questione cuore.
    malandato, diseredato, zoppo, affannato ma sta sempre lì a battaere finchè può farlo.
    E il tuo, sembra battere, ancora.

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