Dal 9 ottobre 2009 al 7 febbraio 2010 troverete la mostra che volge a riscoprire due correnti che insieme, in fin dei conti hanno poco che le accomuna: Dadaismo e Surrealismo.
Paradossale e quasi cinico accogliere un movimento scettico e temporalmente apostata come il dadaismo proprio nel cuore della città eterna, che alla caducità della carne stessa oppone un sentimento d’immortalità.
Di per sé, al contrario di Hiroshige, c’è ben poco da dire, a mio avviso. La Mostra non è altro che un percorso personale, che va fatto nella propria intimità, dove viene richiesto l’intervento del nostro inconscio ed una forte sincerità. Privati del nostro buon senso, trovandoci di fronte ad una perdita di significato comune, non possiamo far altro che ammettere a noi stessi che una nuova rivolta è necessaria. Il 90% delle donne oggi vengono ritratte nell’opera “Jeune fille” di Marcel Duchamp. Come argli torto?
Una sintesi per una rivoluzione, dove non sono più le linee a parlare ma il sentimento di saturazione, di cambiamento che vogliono esprimere.

Le Violon d’Ingres (1924)- Man Ray- Fotomanipolazione
Purtroppo speravo di incontrare altre opere del mio amato Magritte, ma la mostra offre scorci assai rari, essendo molti quadri collezioni private.
Se non avete nulla da nascondere a voi stessi e agli altri, questa mostra darà un senso alla vostra spontaneità.
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