All’inizio era titubante. Non era mai stato accanto a quel “tipo” di donna. Si sentiva nell’aria. Era abituato a stare con belle donne, alte e magre, con un preciso codice di portamento, quel rossetto alla moda e la borsa a bauletto. Alle dive. Era abituato a quelle labbra carnose e rifatte. All’idea che quella era la figura e la bellezza femminile.
La presenza di questa donna invece lo aveva spiazzato. Non si poteva dire che lei fosse “bella”. Ma aveva qualcosa di assolutamente magnetico. Qualcosa di più morboso della plastica bellezza. Qualcosa di più profumato. Di irriproducibile.
Il suo fascino. Guardandola, lui si rese conto in quell’istante che non avrebbe mai più trovato quella donna altrove. Era unica nel suo genere, nella sua voce, nel modo di sedersi e bere il caffè. Un fisico in carne, quasi giunonico, così fuori dal tempo eppure così attraente. Il suo naso imperfetto era irriproducibile, ed i suoi occhi erano di un colore indefinito. Un colore che mai più avrebbe ritrovato in un altro sguardo.
Fu in quel momento che lui iniziò a tremare.
Le accarezza delicatamente il viso, avvicinandosi lentamente. Sente già il suo profumo, e le narici si dilatano. Lei è impassibile e lo guarda con serietà, accennando ad un sorriso morbido, enigmatico.
Infine la bacia quasi piangendo, radunando le sue forze, per poi sentirsi morire nel sapore delle sue labbra.
Adoro la primavera e le persone che s’innamorano.
Adoro le mie imperfezioni.
Leave a comment