Stylo Noir in Paris

A (she) survivor in the City of Lights

Buona Festa della Donna! 8 marzo 2013, parole di auguri per voi tutte (o quasi!)

La Donna.

Quella che la mattina fa la muffa ad aspettare quel maledetto treno che dal sobborgo pidocchioso la porta al centro;

Quella si commuove nel vedere un’amica felice;

Quella che sa essere una brava mamma, compagna, sorella, zia, nonna, senza massacrare la sua personalità;

Quella che è stata lasciata, cornificata, maltrattata, sfottuta, derisa, e ha saputo prendersi le sue rivincite, perché si è sempre rialzata;

Quella che nonostante il vento, il freddo, il grigiore, si fa forza ed esce comunque di casa sorridendo;

Quella che lavora, anche quando nessuno riconosce il fatto che quel che fa possa essere considerato un lavoro;

Quella che non vede la sua simile come “quella stronza bastarda più magra di me” con cui deve competere fino a strapparsi i capelli;

Quella che segue le sue passioni anche quando tutti le dicono “ma lascia stare, ma che lo fai a fare…”;

Quella che sa che non deve avere per forza un figlio per esser definita donna;

Quella che pensa che fare la ‘ssoccola, seppure in tailleur (eventualmente davanti ad una telecamera a sparare cazzate cit *tunnel di neutrini* così come esempio totalmente casuale), sia davvero una cosa avvilente per la propria anima;

Quella che insegna alla sua amica a camminare su un tacco 9 quando lei non sa nemmeno camminare su un tacco 1;

Quella che è bella, davvero bella, e pensa di non esserlo abbastanza.

Quella che mi ha fatto da modella anche se sapeva che avevo ed ho ancora tanto da imparare.

Quella che ti pensa sempre e ti manca da morire anche se la senti una volta ogni tre mesi e la vedi forse una volta l’anno.

Quella che non si accontenta.

Quella che spera.

E… Quella che non ha più bisogno degli auguri d’un qualsiasi otto marzo, perché sa già in cuor suo, quant’è forte il suo spirito.

A quella donna lì, auguri!

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