
Tanto per iniziare, “Conosci te stesso” fu inciso sul frontone del tempio di Delfi. Quindi di certo non sarò io colei che svelerà gli infiniti misteri del “chi sono?”…. insomma tutto è …molto relativo. Ok forse l’ho presa un po larga. Lo ammetto. Sono fatta così.
Chiunque tu sia, piacere conoscerti. Se sei capitato/a qui, sicuramente è per puro caso. Non disperare, con un click puoi scappare. La faccia che vedi quassù, è la mia. Beh più o meno.
Se sei proprio curioso/a, una intro sulla mia esistenza sino ad oggi (altrimenti puoi scrollare verso il fondo pagina^^’):
Mi chiamo Greta. Ma generalmente solo gli estranei mi chiamano così. Tutti i miei amici mi chiamano Grace. A casa sono nota come cipolla, cicci, e tanti altri nomignoli che non divulgherò per non perdere la faccia davanti a te.
Sono nata dentro le mura di Roma in un piovoso giorno di ottobre del 1985. Quando ero piccola mi sono trasferita in Francia, a Parigi. Ho passato lì la mia infanzia. Prima nelle stupeeende periferie parigine (vedi il film “L’Odio” se hai dubbi) e poi nel centro città. Una cosa che caratterizza la mia famiglia, è che siamo una famiglia di aviatori. Da quando l’uomo vola, anche noi voliamo. Io sono praticamente l’unica a non essere in grado di pilotare anche solo un aliante. A dire il vero, ho anche un po paura di volare… ma se lo dicessi ad alta voce, verrei derisa fino a sparire.
Il fatto di avere un padre pilota mi ha dato la fortuna di viaggiare praticamente ovunque. E mi piace davvero. Fosse per me, farei della mia valigia la mia casa e me andrei sempre in giro. Ho avuto la fortuna di camminare sulla Grande Muraglia, di osservare il Deserto dei Gobi, di attraversare Rio de la Plata, vedere un’aurora boreale. Ho passato diverso tempo ad Hong Kong quand’ero bambina, e quel posto, non sto a spiegare perché, si è preso una parte del mio cuore. In genere, amo molto l’Oriente.
Sin da bambina, ho sempre avuto un sogno: raccontare storie. Siano esse disegnate o scritte. Il mio sogno tutt’ora è scrivere storie per fumetti, e diventare brava abbastanza per disegnarmeli da sola, un giorno.
Dal punto di vista sociale invece, sono una vera frana. Quand’ero a scuola, mi sono sempre vestita male, e sono sempre stata trattata come una secchia-barbona. Quando sono tornata in Italia, ho trovato davvero molta difficoltà a socializzare… soprattutto con le ragazze… Fortuna che al liceo c’era una ragazza, chiamata da molti deficienti “la negra” che mi prese sotto la sua ala e decise di farmi un corso sulle galline con cui dovevo entrare in contatto.

Io e la negra eravamo interessate a tutto, tranne a quello che piaceva alle nostre coetanee. Non eravamo proprio le tipe da “Amici-moda e flirt” . Non rientrava nelle nostre attività d’interesse. Non credo che lei volesse essere a tutti i costi mia amica, anzi, ma di certo ero un’ottimo google translate vivente e deambulante che le consentiva di avere traduzioni immediate sia in francese che in inglese. Beh ad ogni modo anche se non glie l’ho mai detto, le ho sempre voluto molto bene.

I miei pomeriggi da liceale li passavo al parco a giocare con le bolas (vedi immagine), ad oziare danneggiando la mia salute, ascoltando i Pearl Jam, Burzum, i Nirvana e ahimé(causa la negra) i Sepultura. Eccezion fatta per i lunghi pomeriggi di allenamento a scherma. Ero brava col fioretto quanto pessima con la spada. E ovviamente, il metodo italiano voleva che io tirassi di spada. Ettipareva. Ho avuto anche il periodo Dark insieme alla mia amica d’infanzia Giulia. Fortunatamente è durato poco. Con i ragazzi… un disastro. Non sono mai stata una che prende il tipo e se lo porta nella grotta per i capelli, coinvolgendolo in ragnatele di “must femminili”, fedine e anelli, “mesiversari”, rose rosse a san valentino e altre cazzate simili. Ho sempre voluto un compagno mio pari. Non zerbini o macho-man. Di fatto non ho mai avuto problemi in stile “Ridge e Brook” di beautiful, perché gli “specimen” considerati “fichi e bellissimi” dalla massa a me non piacciono proprio.
Uscita dal liceo con il massimo dei voti, costretta dai miei a restare in Italia, mi iscrivo a Lingue e culture Moderne a Roma. Alla facoltà di lingue getto via il fegato, dando 44 esami solo per la triennale a causa di una riforma dell’istruzione merdosa ed inquietante. Nello stesso periodo inizio a partecipare a qualche concorso letterario, e nel 2008 finisco addirittura a Torino, con la menzione d’onore all’oscar della poesia. Uscita dall’università convinta di avere in pugno un 110e lode, mi ritrovo con un 106 a causa delle teorie che avevo sostenuto nella mia tesi sperimentale. Sono una secchiona. O meglio, una geek. Ma ora non me ne devo più vergognare, dato che da qualche tempo va di moda.
Così la giovane Grace, ignara del futuro, è pronta ad entrare nel trita-carne del mercato del lavoro. Entra in aeroporto, come impiegata di sesto livello (aka “la merde de la merde”) ai bagagli smarriti. Quel periodo lavorativo mi ha resa una donna diversa.
Se di fatto prima avevo qualche speranza nella specie umana… Quel lavoro mi ha schiarito le idee. Non ti sto ad elencare i 1001 lavori che ho fatto finora… dalla volontaria alle nazioni unite alla suonatrice di nacchere per serate di promozioni commerciali.
Con i soldi del lavoro, mi sono iscritta nel 2011 al primo anno di fumetto alla scuola di comics. A metà anno chiedo i soldi indietro, ma mi danno buca. Mi sono trovata malissimo, e dopo un anno sono fuggita via perché il percorso che mi veniva offerto non c’entrava davvero nulla con le mie intenzioni. Così mi sono messa a studiare per conto mio, invece di proseguire con master costosi, ho iniziato a seguire una serie di MOOC tramite piattaforme d’istruzione mondiali quali Coursera e Canvas Network, ho pubblicato il mio primo libro, mi sono chiusa a studiare programmi come Adobe Photoshop. Ho trovato persino il coraggio di farmi un sito dove mostrare i miei orrori Aenis.com e nel 2012 mi sono iscritta al Daisho Studio di Tenuta, in cui finalmente ho trovato un insegnate bravo quanto appassionato per il proprio “lavoro” – è più corretto dire per la propria Arte. Mammamia quanto ho scritto… va beh cerco di farla breve. Dopo la breve storia a paragrafi della mia esistenza, passo ad un “about me” sicuramente più interessante. di quanto scritto finora.
Cose su di me…

dunque…
- Adoro la musica. In particolar modo il Jazz, con cui ho avuto uno dei più grandi colpi di fulmine della mia esistenza, il Ryhthm n Blues. Qualche anno fa cantavo in un gruppo… ma non mi vedevo tagliata per il ruolo di vocalist (non sono tipa da Front-line). Da poco ho iniziato a suonare il basso, ma sono una vera pippa ancora: Quello sopra è il mio basso. Un modello Jazz.. troppo grande per le mie manine piene di ditini, ma se riesco a suonare questo… posso suonare di tutto : ) Vorrei tanto, un giorno, imparare il contrabbasso, e suonare in un complesso amatoriale Jazz.
- In casa non abbiamo una televisione. Credo che la televisione sia un mezzo di mero output che mira a controllare le masse, a lavare i cervelli. Un Big Brother attento che arrostisce le nostre povere sinapsi.
- Il mio collegamento al mondo, nonché piattaforma di gioco è il mio Alienware.
- Anche se non sembra, sono timida da morire. Più una situazione diventa imbarazzante, più io faccio cose completamente fuori da qualsiasi criterio logico (esempio: lasciare il proprio cellulare nel frigorifero, metter su la moca senza l’acqua, incollarmi pali-di norma della luce-, lentezza di comprendonio, risata isterica ad alta voce davanti ad uno sconosciuto come se mi avesse appena raccontato una barzelletta seguito da logorrea intensa… ecc)
- Sono una gamer. Di norma non riesco a controllarmi, per cui aspetto sempre un buon momento, o una forte depressione per acquistare un gioco… qui confesso… il mio record sono 420 ore di gioco a Skyrim. Non commentate per favore.
- Al cinema piango quasi sempre, se il film stimola un minimo l’emotività. Lo stesso accade per i concerti, o altre forme d’arte. di norma dico sempre che c’è polvere e sono allergica.
- Credo che per un periodo della mia vita io sia stata una hikikomori. Non ne vado per niente fiera, ma non è facile quando ti senti completamente fuoriluogo. Uninvited.
Che altro…. baaaasta… vi avrò fatto una testa tantaaaaaa !!!! mi fermo!!!
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Di tanto in tanto lo rifaccio pensando di essermi ripresi, ma invece no. Questo test qui l’avrò fatto nel 2005… porca zozza.

