-“Che bella che sei…” mi disse facendo scorrere le sue dita tra i miei lunghi capelli. ” Sembri la regina d’un era antica.”
Io non dissi niente. Rimasi in silenzio, seduta sulla sabbia, a fissare il mare. Era uno di quegli istanti in cui il grigio del cielo e il grigio dell’acqua si confondevano, fino a cancellare la linea dell’orizzonte. L’aria era d’un celeste pastello e le mie labbra profumavano di sale. Non avevo più idea di niente. Se erano passati pochi secondi, oppure una intera eternità.
– “Dove sei adesso?” mi chiese.
– “Non lo so. Tra i celti, o sul fondale di questo mare” dissi col pensiero altrove.
Mi girai e lo vidi. Mi fissava con i suoi occhi dal colore indeciso, lucidi quasi ad esser ricoperti da una patina d’indifferente ghiaccio. Le sue labbra screpolate accennavano ad un sorriso. Non disse niente. Allungò il braccio e mi avvicinò a sé.—-Estratto d’un mio racconto—-
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