Stylo Noir in Paris

A (she) survivor in the City of Lights

Sul Filo

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Sul autobus
nelle mie cuffie un violino singhiozzante di nostalgia
frenetico come un’uomo che corre
per non perdere i suoi ricordi.

E vedo la vita scorrermi davanti
mia onestà, pallide lacrime
quanto ancora correremo
le anime graffiate?

Arroventate le pulsioni
iraconde le voci
mentre tutto scorre
rapido
troppo rapido

Ma dove stiamo andando?

Fuori, la strada
grigia la pioggia
fredde le nuvole
ovattate di nostalgia.

Roma,
Amore mio.
Roma ti guardo.
Mi sono fermata a vedere te che dormivi.
Tutta una tua parete antica, ricoperta di propaganda elettorale.
Non vedo la tua pelle d’oro, i tuoi tetti di porpora.
Un manifesto si stacca,
cade a terra.

Un sospiro malinconico del tuo vento cittadino
lo ridesta.
Il manifesto si piega come seta al vento, danzando intorno a me, danzando intorno a te.

Roma,
Madre mia
Dove stiamo andando?

Il manifesto ricade a terra privo di vita.
Restiamo io e te,
in quest’insormontabile nostalgia.

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One response to “Sul Filo”

  1. gitti Avatar

    Roma piange anche oggi. strariperà ma senza fare troppo rumore
    bastano le tv delle case ad inquinarla ancora
    non lo so dove stiamo andando
    a volte sembra che tutto vada da qualche parte e qualcosa però resta atrocemnte indietro.(grazie foglia, di quella frase, grazie davvero.)

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