Entra di corsa nell’alimentari
e prende il numero.
Io ero prima di lei, ma mi ero scordata di prenderlo.
Si volta
Il suo sguardo è un’oscillare
di odio e insoddisfazione.
Resta lì a lanciarmi sguardi fugaci. Avrà forse cinquant’anni.
Nella mia testa ne ho dodici, quasi tredici
Ma nella sua sono una acerrima nemica
dalle tette più grandi, la vita e più stretta… pronta a rubare il sacro sguardo maschile.
Ho taciuto e l’ho guardata con compassione mentre si lamentava che il mondo era una merda perché le ero passata davanti, in quanto “legalemente” avendo il numero dopo pur essendo arrivata prima stava ad indicare la sua superiorità … che le avevo rubato il posto solo perché avevo fatto gli occhi dolci al tipo del banco, che io deconcentravo con i miei sorrisetti. La bionda tinta ultra 50enne in vuitton contro la famosa foglianera sexbomb che va a fare la spesa quasi in pigiama.
A…. A signò!!! le avrei tanto voluto fare un pezzo alla storia da’aa filosofia coatta… però mi vergognavo un sacco. Mi sono detta che forse sorridevo troppo. Ma poi ho capito che chi tiene solo al fisico soffre da morire quando vede la “gioventù” passarle davanti.
Beh, fatto sta… quando sono tornata a casa la mia gatta nera mi ha lasciata una pantegana di 10cm (con la coda era di 20) davanti l’ingresso di casa.
Mi manca essere piccola.
Quando mi chiamano “Signora” mi sento male…
mi guardo allo specchio e mi sento 13enne… invece ne ho esattamente il doppio…
Cavolo ho proprio la sindrome di Peter Pan a livelli bomba.
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