“Tu sei fatta così” dice mamma “una volta all’anno, quand’è gennaio, ti deprimi… ora dici che non vuoi i figli… ma pensaci bene“.
io: “allora mi sono depressa nel gennaio 1986 e da allora non mi sono mai ripresa”
Mamma: “senza figli rimarrai sola sola, nessuno si occuperà di te, ricorderà insieme a te le cose importanti della vita“.
“Tu ragioni male” dice papà “Non c’hai capito un cazzo di niente, non sei buona a fare niente. Abbiamo buttato la nostra vita per darti tutto e tu non sei capace nemmeno a pulirti il culo“.
“Va beh ma riassumendo” dice mio fratello “in sostanza tu non hai un lavoro, non fai un cazzo“.
“Beh ormai all’età che hai voglio dire” dice mia sorella “mi sembra tardi per imparare a fare la grafica… e poi boh le immagini che mi mostri… non so che dire… sono deludenti“.
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Cari genitori, fratelli, sorelle.
In fondo nessuno di voi ha torto.
Mamma, hai vissuto la tua esistenza per noi. Avrei voluto che prendessi anche i tuoi spazi, che ci mandassi a cagare. Io non posso avere figli. Non ho né i requisiti clinici, tanto meno e soprattutto i soldi. Morirò sola? può darsi. ma almeno non avrò messo al mondo un altra persona e nell’incapacità di mantenerla l’avrò lasciata in un mare di pupù. Papà hai ragione. Se domani venisse l’apocalisse, io non sarò una John Rambo come te. Non so pilotare aeroplani, distillare acqua, coltivare la terra. Tu sei il multi-task man, self made man. Sei nel record mondiale delle persone che hanno compiuto più km di tutti. Sapresti costruirti una casa da zero, da solo. Sei stato addestrato da quando eri adolescente e sinceramente dubito che nella tua vita tu sia stato anche un solo giorno in vacanza senza fare niente (forse quando ti sei rotto la gamba in ospedale e ti hanno sedato… ma di certo non è da considerarsi vacanza). Non so come affrontare le persone, come trattare seriamente con chi mi vuole fregare. Mi so pulire il culo. Ma mi farò fregare. Perché io non sono te.
Fratello… grazie. Non sono un’impiegata, non faccio un lavoro fichissimo come il tuo. Al 80% non mi pagano per quel che faccio. Per un motivo o per un altro. Faccio la traduttrice, la disegnatrice, la grafica, la web designer, l’hostess di terra, la promoter, l’insegnante di ripetizioni, l’aiuto compiti, la babysitter, la truccatrice bodypainter, la commessa saltuaria in nero, la creatrice di cerchietti. E’ vero non ho un mestiere. Faccio tutto e male. Però almeno di provo. Con la mia laurea mi ci pulisco i fondelli. E qui passo alla sorella. Sorella io non ho mai potuto fare NIENTE che fosse artistico grazie a te. Mai un corso, nemmeno di 2 ore sul disegno o altro. Dato che ti hanno pagato corsi di Bears, disegni, tagli, moda, corsi vari che non voglio nemmeno sapere, dopo che ti sei fatta bocciare e mandare alla scuola di moda, sono stata forzata pesantemente a fare tutto quello che ti ha fatto schifo: studiare. A fare il liceo linguistico, Lingue all’università. Pena il farmi cacciare fuori di casa, pena le minacce di mio padre e di mia madre.
Così mi sveglio a 25 anni sapendo che nella vita non ho mai potuto fare ciò che volevo. Decido di dire basta, ed inizio a studiare quello che mi piace. E dopo 1 anno e mezzo… tu mi dici che quello che faccio è deludente. Me ne sbatte al c@££o scusa l’espressione.
Ora ho appena compiuto 27 anni, e state tutti lì a darmi contro con la faccia schifata.
Sinceramente perché non vi trovate un altro hobby?
Perché non guardate la situazione che abbiamo intorno prima di massacrarmi? Forse ho le mie buone ragioni, anche a grazie a voi, per essere depressa?
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