To my english readers: sorry but today’s post is just in italian, i beg your pardon!
Questo post è dedicato a tutte quelle persone che come me hanno problemi di salute e si sono ritrovate vittime di un sistema sanitario deplorevole. A quelle persone che come me hanno speso migliaia di euro per avere diversi pareri medici, per provare a trovare cure alternative, spiegazioni. A tutte quelle persone vorrei ricordare che non sono sole.
Nella vita, prima o poi, ognuno di noi deve aver a che fare con i dottori. Ecco, io trovo che questi pochi secondi presi da “Caro Diario” di Moretti siano un’iperbole geniale e perfetta che riassume le peripezie che alla fine ci troviamo a fare nel disperato tentativo di capire quale possa essere il nostro problema. Davvero. Le 12 fatiche di Ercole sono niente in confronto ai lunghi mesi di pellegrinaggi che ci si prospettano.
Sono anni ormai che rimbalzo da un medico all’altro, e dopo migliaia di euro, quel che ho capito è che la maggior parte di loro non ha la più vaga idea di che cosa e soprattutto perché noi ci siamo ammalati. Soprattutto: non interessa loro. Sono esseri umani del resto. Mi spiego.
L’anno scorso, mentre facevo la cretina per casa, sono inciampata e mi sono rotta il mignolo. Mi hanno portata in ospedale, e dopo ore ed ore di attesa interminabile, tutti i medici annuivano dicendosi “uhm si, questa ragazza si è rotta il mignolo”. Detto ciò, mi hanno ri-raddrizzato l’osso, e via a casa. E’ lineare: Cado (causa) – Mi fratturo un osso (conseguenza/effetto)- mi raddrizzano l’osso (cura) – sto ferma per un mese senza far movimenti strani (convalescenza)- la prossima volta non faccio la cretina (profilassi).
Per esperienza personale… finché si tratta di ossa rotte, il genere umano è riuscito a capire come destreggiarsi. Ma quando iniziamo a parlare di endocrinologia, ormoni, problemi legati al cervello… ho capito che la maggior parte dei medici a riguardo:
- Non ha la più remota idea della causa
- Può solo provare a constatare gli effetti, e in modo parziale perché non mi possono aprire il cervello in due;
- come cura mi hanno prescritto di tutto e di più… fogli e fogli di farmaci… se potessi ve li posterei qui, restereste allibiti;
- una volta la cura dimostratasi errata (a mie spese) non c’è verso di proseguire verso una profilassi o una semplice convalescenza… e li la famosa frase: “Allora operiamo”

Sia gli italiani che i francesi hanno questo spirito macellaio che di tanto in tanto li risveglia e li spinge goliardicamente a stringere il pugno e a dire: “Ma si… operiamo!” . Certo. Della serie “che ce vò”… un operazione al cervello è tranquilla, no?… considerando poi che se si sbagliano io resterei lobotomizzata… una passeggiata al chiaro di luna.
Quello che io credo è che le cause dei nostri malesseri, dal mio adenoma ipofisiario, ai calcinomi, ai tumori… sia di natura ambientale. Avoglia a dirci che è “psicologico”… io credo che l’inquinamento globale, i disastri ambientali (a chi alza le sopracciglia invito a pensare a Cernobyl e ai legami di quest’ultimo con la tiroidite di Hashimoto), i prodotti chimici che quotidianamente vengono usati nel campo alimentare ci fanno ammalare. Le antenne. L’acqua inquinata, la carne trattata in maniera inadeguata. Le sigarette, per carità. I farmaci stessi. Ti curano una cosa, e te ne fanno venire un altra. Ricordo ancora un farmaco, un integratore di vitamina E che negli effetti indesiderati aveva scritto “Cancro ai polmoni”. E’ tutto il sistema che è sbagliato.
E il tutto questo non bisogna dimenticare che siamo esseri umani. Non dico che dobbiamo fare tutti come fece Bob Marley, ma l’arrovellarsi in giro per studi medici ed ospedali può peggiorare la situazione. E’ raro, ahimé, molto raro trovare un buon medico. Soprattutto da punto di vista etico/umano. Io stessa ci sto dentro con tutte e due i piedi. La via vita dipende dai medici.
Qui ne approfitto per darvi dei consigli, basati su problematiche che ho dovuto affrontare da sola:
- Chiedete sempre per iscritto la diagnosi (eventualmente anche l’anamnesi).
- Prendete il vostro tempo per parlare al medico. Molti non vi fanno nemmeno concludere la frase, vi mettono fretta e dopo dieci minuti vi scaricano via spillandovi 150 carte: anche a costo di sembrare scortesi, fatevi valere.
- Non abusate dei farmaci, soprattutto degli antibiotici. Non fate il mio errore: prendete solo quelli strettamente necessari.
- La cosa più importante: cercate di non mettervi in uno stato d’animo negativo – nel famoso “Bad Mood” che vi isola dal resto del mondo e vi fa sentire come dei poveri disgraziati sfigati. E’ difficile lo so. La malattia fa sviluppare un senso di solitudine indescrivibile, rendendoci in qualche modo silenziosamente egoisti e bisognosi di maggiori attenzioni. So che può sembrare folle, ma se siamo in grado di ammalarci, possiamo anche guarire. Meglio ancora: se la nostra mente ci può fare male, può anche guarirci. Non abbiate paura ad avvicinarvi a discipline come lo Yoga. Anzi io ve lo consiglio, perché lo Yoga innanzitutto insegna a respirare. E saper respirare è il primo passo verso uno stato corporeo e mentale migliore.
- Sorridete: siamo esseri umani, non siamo eterni. Ogni istante qui è un dono. Il mondo è ingiusto quanto bello. Godetevelo. Anche se con una salute debole è più difficile, viaggiate, andate in posti che non avete mai visto, commuovetevi. Non abbiate paura.
Sono più di 5 anni ormai che soffro di diversi disagi. I migliori anni se ne sono andati via per colpa di una salute troppo debole. Un sistema immunitario al limite. Ma non smetto mai di pensare di poter guarire. Mi do sempre una chance, mi dico che in fondo, anche i dottori possono sbagliare.
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